rifugiati

14/01 – Gmmr 2018

I momenti centrali promossi in occasione della “Giornata mondiale del migrante e del rifugiato” in Diocesi di Bergamo saranno tra l’Alta Valle Seriana e la Valle di Scalve.

Presentazione del Messaggio del Papa e del logo della GMMR 2018

Migrants and Refugees

29 marzo 2017 – Serata Informativa a Lomagna

Condividiamo l’evento dal titolo “Un pezzo di me.. Un pezzo di noi” che si svolgerà mercoledì 29 marzo 2017 organizzato dal Comune di Lomagna (LC).
Durante la serata porterà la sua testimonianza anche una nostra operatrice dell’Area Richiedenti Asilo e Rifugiati, Gloria Selini.

19 marzo 2017 – Mostra del Laboratorio di Intarsio

Con piacere vi invitiamo alla
Mostra conclusiva del Laboratorio di Intarsio,

domenica 19 marzo 2017
presso il salone del P.I.M.E. di dalle 11 alle 16.

Il laboratorio, svolto tra dicembre 2016 e febbraio 2017
grazie al supporto dell’esperto Simone Manara,
ha coinvolto da 5 ospiti del C.A.S. presente a Sotto Il Monte (BG).

“Il mondo in casa”: l’accoglienza nella Bergamasca in un libro

“Il mondo in casa”: questo il titolo del libro a cura della Caritas Diocesana Bergamasca, che ricostruisce le tappe dell’accoglienza sul nostro territorio, presentato nei giorni scorsi a Bergamo, completando il desiderio di Caritas di raccontare con una voce diversa chi vive ogni giorno l’accoglienza.

Il tutto viene già raccontato infatti tramite la pagina facebook “Storie in pausa”, anche se in maniera diversa rispetto a quanto riportato nel testo. Il titolo riporta al fenomeno delle migrazioni dei richiedenti asilo, persone di differenti nazionalità che arrivano nel nostro Paese, a casa nostra.

Il testo è formato da sei capitoli, scritti da diverse personalità, con un’introduzione del vescovo Francesco Beschi e le conclusioni di don Claudio Visconti, direttore della Caritas diocesana. “Questo testo si conclude con delle proposte – ha riferito don Visconti durante la presentazione -: la prima è l’avviamento dello Sprar, questo sistema strutturale che accoglie i richiedenti asilo -, noi andiamo avanti sulla logica dell’accoglienza diffusa; la seconda il permesso umanitario: più dell’80% di queste persone nella Bergamasca, vanno in commissione e ricevono il diniego: la cosa peggiore è metterli sulla strada, peggiore per loro, per noi e per i valori in cui crediamo; la proposta è quella del permesso umanitario che vada a premiare le persone che si sono impegnate nell’imparare l’italiano, nel frequentare scuole professionali, nel fare volontariato, nell’accettare quei lavori che vengono proposti, dando loro la possibilità di realizzare effettivamente il sogno di integrazione. La terza proposta riguarda i rimpatri assistiti: quel futuro che non riescono a costruire qui, che possano costruirlo nel proprio Paese. Pensiamo siano tre buone strade su cui lavorare rispetto al tema dei richiedenti asilo, questo fenomeno ormai strutturale“.

Alla presentazione sono intervenute anche diverse autorità cittadine, tra cui il viceprefetto Adriano Coretti, il quale ha ricordato la complessità della gestione della macchina organizzativa e Maria Carla Marchesi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, che ha sottolineato la fase dell’accoglienza legata al futuro e che punta più sull’autonomia.

La storia dell’accoglienza sul nostro territorio non è nuova, come ha ricordato Andrea Valesini, caporedattore de “L’Eco di Bergamo“: “L’accoglienza a Bergamo ha dei precedenti: con i conflitti in Bosnia e Kosovo, la Caritas era già operativa. Possiamo dividere i flussi migratori più recenti in due fasi: la prima è quella iniziata con le cosiddette primavere arabe e va da marzo 2011 a febbraio 2013. La seconda è iniziata nel 2014 ed è tuttora in corso. Sono diverse per quanto riguarda le procedure amministrative, i numeri e la biografia delle persone: nel libro cerchiamo di chiarire questa diversità. I numeri citati sono parziali perché si tratta di un fenomeno in continuo divenire. Il libro affronta anche un’altra questione spinosa, ossia la gestione economica dell’accoglienza e il presunto business realizzato dalla Chiesa. Esistono due modi di fare accoglienza: alcune strutture mettono a disposizione solo i locali e con la diaria di 35 euro al giorno coprono vitto e alloggio; la seconda accoglienza che qui viene raccontata è quella praticata dalla Caritas e dalla Cooperativa Ruah, dove il migrante che attende l’esito della richiesta d’asilo non viene lasciato dentro le strutture ad aspettare che si concluda il proprio percorso, ma è al centro di diverse attività, dall’insegnamento della lingua italiana, alle forme di lavoro volontario, all’insegnamento delle attività professionali. Inoltre queste persone provengono da Paesi con culture diverse e hanno storie spesso tragiche alle spalle: bisogna essere preparati anche dal punto di vista psicologico. Abbiamo raccontato anche queste difficoltà: ad esempio chi arriva dall’Africa ha una visione dell’Europa che non corrisponde al vero, denota il problema di immagine che arriva nei Paesi africani. Attraverso l’esperienza di accoglienza della Caritas e della Cooperativa Ruah emergono delle sollecitazioni fatte alla politica, come la questione della residenza ed altre che chiamano in causa la politica a livello nazionale. L’approccio utilizzato è stato quello di raccontare ciò che avviene nel nostro territorio. La mia impressione è che, pur tra le difficoltà, in un periodo grave, dentro questo libro ci sono storie che aiutano a comprendere come la nostra comunità, anche grazie all’accoglienza migranti, sia diventata più aperta“.

Elena Catalfamo, giornalista de L’Eco di Bergamo, all’interno del libro ha raccolto due storie, con due sguardi che si incrociano, chi accoglie e chi viene accolto: le testimonianze sono di Silvia Zerbini, operatrice della Cooperativa Ruah e di Yousepha Ceesay, originario di un piccolo paese del Gambia, che ha ottenuto lo status di rifugiato.

La questione del dialogo multireligioso e multiculturale è oggi decisiva, ma le nostre comunità sono impreparate. Bisogna costruire relazioni e legami: le comunità cristiane sono invitate a lavorare con le istituzioni pubbliche, con il territorio. Non bisogna vedere solo le “storie in pausa”, ma anche quelle che camminano“, ha detto don Massimo Maffioletti, parroco di Longuelo e autore di uno dei capitoli.

E se nel libro Paolo Magri e Paolo Branca hanno approfondito rispettivamente aspetti geopolitici e dialogo interreligioso, Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, ha voluto anticipare nel suo intervento alcune riflessioni contenute nel capitolo da lui redatto “Gli errori di percezione degli italiani“. “Quando si parla di stranieri – ha riferito -, si assiste a una semplificazione, ma non sono un unico gruppo sociale, bensì una realtà estremamente diversificata. Bisogna cambiare prospettiva, dare una lettura più ampia dei fenomeni sociali“.

Le conclusioni della giornata sono spettate al vescovo Francesco Beschi: “Il tema della narrazione è molto importante perché forma la coscienza sociale. Questo libro, con le modalità con cui è stato costruito e nei percorsi che sta aprendo, ha un’incidenza formativa oggi di grande rilievo. Dobbiamo imparare a narrare le migrazioni in un modo che apra i nostri orizzonti. Parliamo molto di accoglienza, invece parlerei di ospitalità: accoglienza definisce un rapporto in cui l’altro è passivo, ospitalità invece indica qualcosa in cui l’altro è attivo. Ritengo che si debba parlare di ospitalità e interazione, non di accoglienza e integrazione: ho di fronte un Altro e lo considero non per il suo bisogno, ma perché mi interpella nella sua alterità. L’interazione è un percorso che ci apre a molti modi di concepire l’incontro con persone che provengono da Paesi diversi dai nostri”.

Chi fosse interessato al libro, per maggiori informazioni può contattare: francesco.bezzi@cooperativaruah.it.

Il mondo in un piatto

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VENERDI’ 16 DICEMBRE 

dalle ore 19.30  in Via della Clementina, 34 a Bergamo

presso il CONDOMINIO SOLIDALE MATER 

IL MONDO IN UN PIATTO

Una divertente sfida tra i piatti delle diverse culture di provenienza degli ospiti del Progetto Sprar, di casa Amadei e di casa Mater

In programma, assaggi dal mondo e musica live con Cato 

L’evento è organizzato dalla Cooperativa Impresa Sociale Ruah in collaborazione con il Comune di Bergamo, Progetto Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e Caritas Diocesana Bergamasca

Tutta la cittadinanza è invitata!

L’ingresso è gratuito previa una prenotazione a: mater@cooperativaruah.it 

Ataya, un manuale di italiano per gli immigrati adulti

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“Ataya” in wolof, il dialetto senegalese, significa tè ed è anche il titolo del manuale multilivello per immigrati adulti realizzato dalla Cooperativa Impresa Sociale Ruah e dalla Comunità Immigrati Ruah distribuito da Sestante Edizioni.

È un libro pensato e scritto a quattro mani da Elisabetta Aloisi e Adriana Perna, rispettivamente coordinatrice della Scuola di italiano Ruah e insegnante della stessa. Un manuale dunque concepito per chi, neo arrivato in Italia, ha poca familiarità con la lingua e la cultura italiana, realizzato da chi con queste persone ha a che fare da anni.

Il link all’articolo completo

Milano, nuova emergenza rifugiati. Arrivi in aumento anche a Bergamo

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«Tutti i rifugiati che passano dalla Regione Lombardia arrivano a Bresso – spiega Bruno Goisis, responsabile della Cooperativa Ruah – e di questi il 10% vengono assegnati a Bergamo, quindi anche noi riceviamo giornalmente nuove richieste: anche oggi sono arrivate cinque persone, in una settimana sono una trentina». L’estate favorisce gli spostamenti, i viaggi sono più facili, meno rischiosi anche per merito delle condizioni meteorologiche.

Qui il link con l’intervista completa a Bruno Goisis, direttore della Cooperativa Ruah sui nuovi arrivi di rifugiati

Progetto “Storie in pausa”

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Nella Bergamasca si trovano, ad oggi, 39 centri di accoglienza che ospitano più di 1000 persone provenienti da decine di paesi.
Aspettano l’esito della loro richiesta di asilo: un’attesa che può durare mesi, a volte persino anni.
Il nuovo progetto  “Storie in pausa”, di Caritas Diocesana Bergamasca, vuole raccontarci le loro storie.

Le trovi tutte qui.

 

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