Migranti

L’italiano della genitorialità – resoconto

In occasione del seminario “l’italiano della genitorialità, apprendere la seconda lingua dei figli per i figli” tenutosi il 19 febbraio a Milano, presso la Caritas Ambrosiana, è stato presentato il booklet “L’italiano della genitorialità”.

In occasione del seminario “L’italiano della genitorialità, apprendere la seconda lingua dei figli per i figli” tenutosi lunedì 19 febbraio 2018 a Milano presso la Caritas Ambrosiana è stato presentato il booklet “L’italiano della genitorialità”, un Percorso di apprendimento  mirato e specifico – scandito da tappe, temi e “oggetti” d’infanzia – destinato alle mamme  immigrate che vivono il ruolo genitoriale in un altro Paese e in un’altra lingua. 

Il materiale è stato realizzato dagli insegnanti, tra cui Elisabetta Aloisi e Adriana Perna della Scuola di italiano Ruah, che hanno partecipato al progetto FAMI 2017/2018 “Conoscere, apprendere e comunicare per vivere l’integrazione” con il coordinamento e la supervisione del Centro Come e di Graziella Favaro.

Qui il link per accedere al testo.

Qui link al video tutorial

A conclusione del seminario la nostra Carmen Jimenez Sinti insieme ad altre mediatrici hanno celebrato la giornata della lingua madre con delle letture in lingua e presentato il bel progetto Nati per Leggere (http://www.natiperleggere.it).

Negli anni passati, con la stessa equipe di lavoro, all’interno di diverse annualità del progetto “Vivere in Italia. L’italiano per il lavoro e la cittadinanza” sono state prodotte altre raccolte di materiali didattici utili per l’insegnamento dell’italiano L2 a studenti poco alfabetizzati:

  • L’italiano di prossimità, Indicazioni didattiche, materiali e percorsi per apprendenti di livello iniziale, 2012
  • Tappe di integrazione, Formazione civica e informazione sulla vita civile , 2014
  • Il cibo è…Educazione civica e intercultura attraverso il cibo, 2015

I materiali sono scaricabili gratuitamente sul sito del Centro Come di Milano qui.

 

Cherif cittadino italiano

Seck Cherif Ibrahima, tra i primi mediatori interculturali a Bergamo e tra i fondatori della Ruah, ha ottenuto la cittadinanza

In questi giorni è stata conferita la cittadinanza italiana a Seck Cherif Ibrahima, originario del Senegal.

Per scrivere della sua esperienza in Italia e di oltre venticinque anni alla Cooperativa Ruah, un libro non basterebbe.

Ci piace raccontare  di  Cherif sognatore: la notte medita  e  al mattino eccolo pronto  con le sue  perle di saggezza, per alcuni aspetti difficili da realizzare, ma la sua voglia di mettersi in gioco  ancora oggi conferma il suo spirito intraprendente e per noi una testimonianza di grande arricchimento.

Entrato come ospite alla Cooperativa Ruah,  subito si è reso disponibile  facendo da tramite tra noi educatori e i migranti africani per meglio  rispondere alle esigenze di entrambi, per un’accoglienza dignitosa nel rispetto di ogni singola persona, soprattutto evidenziando la sua volontà  a collaborare  come mediatore culturale  nelle scuole e oratori, perché la sofferenza migratoria subita dai genitori non debba ricadere anche sul futuro dei figli.  Lo ricordano molti studenti, dalla scuola “Mazzi” di Bergamo agli studenti delle Scuola Medie di Gromo, dove  solo  dieci anni fa non accettavano un insegnante meridionale, alcuni di  quei ragazzi oggi laureati scrivono ancora a Cherif ringraziandolo.  Ai  giovani degli oratori e dell’università  ha fatto conoscere la realtà  del villaggio accompagnandoli in  Senegal, perché a parole si può immaginare, ma la conoscenza diretta e la povertà con cui si viene a contatto sono esperienze che cambiano la vita. Infatti al  rientro alcuni di loro  sono diventati volontari  e poi educatori, oggi referenti delle varie aree della Cooperativa Ruah.

Partita l’esperienza del “Laboratorio Triciclo” eccolo pronto a collaborare, container di vestiti usati per far partire un progetto per le donne senegalesi in loco.

Con la conoscenza del sistema scolastico italiano Cherif non poteva ignorare le difficoltà  educative del Senegal. Con la nostra collaborazione è stata aperta una scuola materna, seguita per oltre cinque anni e adesso autonoma e una scuola professionale per parrucchiere, sartoria e cucina.

Eccolo di nuovo in campo con l’arrivo dei primi richiedenti asilo tunisini nel 2011, pronto a dialogare  per una reciproca  corresponsabilità, che continua ancor oggi nei vari Centri di Accoglienza dei  richiedenti asilo politico.

Un nuovo progetto “Orti di frutta e verdura per un lavoro femminile” da un anno coinvolge  una decina di mamme in Senegal.  Progetto visitato e supportato dalle varie visite in loco di nostri collaboratori. Grazie anche al sostegno economico del Comune di Bergamo che ha messo a disposizione alla piattaforma ecologica uno spazio per la raccolta di materiale riciclabile.

Cherif era molto titubante per la richiesta di cittadinanza italiana, giustificandosi quasi di non meritarla. Alla nostra insistenza così rispondeva: “Ho ricevuto molto dall’Italia, in particolare ho conosciuto un valore che in Africa non esiste, la solidarietà e il volontariato, questo per me è il dono più grande della mia vita”.

Testimonianza di Giulio Baronipresidente Associazione Comunità Immigrati Ruah