caritas diocesana bergamasca

27 gennaio 2017: Convegno sulla Grave Marginalità

Condividiamo questo interessante convengo, in programma per venerdì 27.01.2017 rivolto a tutte le professioni, organizzato dal Comune di Bergamo, in partnership con ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, Opera Bonomelli Onlus, Cooperativa Sociale Il Pugno Aperto, Cooperativa di Bessimo Onlus, Patronato San Vincenzo, Cooperativa Con-Tatto Servizi Onlus, Cooperativa Ruah, Società San Vincenzo de Paoli e Caritas Diocesana Bergamasca dal titolo GRAVE MARGINALITA’ – Inclusione possibile in progetti di rete.
Un importante momento per definire la costruzione di una rete in grado di favorire processi virtuosi di inclusione sociale di persone in situazione di grave marginalità.

 


Iscrizioni gratuite entro il 25.01.2017, tramite portale Sigma ATS Bergamo.

Scarica qui il dépliant per avere maggiori informazioni.

“Il mondo in casa”: l’accoglienza nella Bergamasca in un libro

“Il mondo in casa”: questo il titolo del libro a cura della Caritas Diocesana Bergamasca, che ricostruisce le tappe dell’accoglienza sul nostro territorio, presentato nei giorni scorsi a Bergamo, completando il desiderio di Caritas di raccontare con una voce diversa chi vive ogni giorno l’accoglienza.

Il tutto viene già raccontato infatti tramite la pagina facebook “Storie in pausa”, anche se in maniera diversa rispetto a quanto riportato nel testo. Il titolo riporta al fenomeno delle migrazioni dei richiedenti asilo, persone di differenti nazionalità che arrivano nel nostro Paese, a casa nostra.

Il testo è formato da sei capitoli, scritti da diverse personalità, con un’introduzione del vescovo Francesco Beschi e le conclusioni di don Claudio Visconti, direttore della Caritas diocesana. “Questo testo si conclude con delle proposte – ha riferito don Visconti durante la presentazione -: la prima è l’avviamento dello Sprar, questo sistema strutturale che accoglie i richiedenti asilo -, noi andiamo avanti sulla logica dell’accoglienza diffusa; la seconda il permesso umanitario: più dell’80% di queste persone nella Bergamasca, vanno in commissione e ricevono il diniego: la cosa peggiore è metterli sulla strada, peggiore per loro, per noi e per i valori in cui crediamo; la proposta è quella del permesso umanitario che vada a premiare le persone che si sono impegnate nell’imparare l’italiano, nel frequentare scuole professionali, nel fare volontariato, nell’accettare quei lavori che vengono proposti, dando loro la possibilità di realizzare effettivamente il sogno di integrazione. La terza proposta riguarda i rimpatri assistiti: quel futuro che non riescono a costruire qui, che possano costruirlo nel proprio Paese. Pensiamo siano tre buone strade su cui lavorare rispetto al tema dei richiedenti asilo, questo fenomeno ormai strutturale“.

Alla presentazione sono intervenute anche diverse autorità cittadine, tra cui il viceprefetto Adriano Coretti, il quale ha ricordato la complessità della gestione della macchina organizzativa e Maria Carla Marchesi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, che ha sottolineato la fase dell’accoglienza legata al futuro e che punta più sull’autonomia.

La storia dell’accoglienza sul nostro territorio non è nuova, come ha ricordato Andrea Valesini, caporedattore de “L’Eco di Bergamo“: “L’accoglienza a Bergamo ha dei precedenti: con i conflitti in Bosnia e Kosovo, la Caritas era già operativa. Possiamo dividere i flussi migratori più recenti in due fasi: la prima è quella iniziata con le cosiddette primavere arabe e va da marzo 2011 a febbraio 2013. La seconda è iniziata nel 2014 ed è tuttora in corso. Sono diverse per quanto riguarda le procedure amministrative, i numeri e la biografia delle persone: nel libro cerchiamo di chiarire questa diversità. I numeri citati sono parziali perché si tratta di un fenomeno in continuo divenire. Il libro affronta anche un’altra questione spinosa, ossia la gestione economica dell’accoglienza e il presunto business realizzato dalla Chiesa. Esistono due modi di fare accoglienza: alcune strutture mettono a disposizione solo i locali e con la diaria di 35 euro al giorno coprono vitto e alloggio; la seconda accoglienza che qui viene raccontata è quella praticata dalla Caritas e dalla Cooperativa Ruah, dove il migrante che attende l’esito della richiesta d’asilo non viene lasciato dentro le strutture ad aspettare che si concluda il proprio percorso, ma è al centro di diverse attività, dall’insegnamento della lingua italiana, alle forme di lavoro volontario, all’insegnamento delle attività professionali. Inoltre queste persone provengono da Paesi con culture diverse e hanno storie spesso tragiche alle spalle: bisogna essere preparati anche dal punto di vista psicologico. Abbiamo raccontato anche queste difficoltà: ad esempio chi arriva dall’Africa ha una visione dell’Europa che non corrisponde al vero, denota il problema di immagine che arriva nei Paesi africani. Attraverso l’esperienza di accoglienza della Caritas e della Cooperativa Ruah emergono delle sollecitazioni fatte alla politica, come la questione della residenza ed altre che chiamano in causa la politica a livello nazionale. L’approccio utilizzato è stato quello di raccontare ciò che avviene nel nostro territorio. La mia impressione è che, pur tra le difficoltà, in un periodo grave, dentro questo libro ci sono storie che aiutano a comprendere come la nostra comunità, anche grazie all’accoglienza migranti, sia diventata più aperta“.

Elena Catalfamo, giornalista de L’Eco di Bergamo, all’interno del libro ha raccolto due storie, con due sguardi che si incrociano, chi accoglie e chi viene accolto: le testimonianze sono di Silvia Zerbini, operatrice della Cooperativa Ruah e di Yousepha Ceesay, originario di un piccolo paese del Gambia, che ha ottenuto lo status di rifugiato.

La questione del dialogo multireligioso e multiculturale è oggi decisiva, ma le nostre comunità sono impreparate. Bisogna costruire relazioni e legami: le comunità cristiane sono invitate a lavorare con le istituzioni pubbliche, con il territorio. Non bisogna vedere solo le “storie in pausa”, ma anche quelle che camminano“, ha detto don Massimo Maffioletti, parroco di Longuelo e autore di uno dei capitoli.

E se nel libro Paolo Magri e Paolo Branca hanno approfondito rispettivamente aspetti geopolitici e dialogo interreligioso, Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, ha voluto anticipare nel suo intervento alcune riflessioni contenute nel capitolo da lui redatto “Gli errori di percezione degli italiani“. “Quando si parla di stranieri – ha riferito -, si assiste a una semplificazione, ma non sono un unico gruppo sociale, bensì una realtà estremamente diversificata. Bisogna cambiare prospettiva, dare una lettura più ampia dei fenomeni sociali“.

Le conclusioni della giornata sono spettate al vescovo Francesco Beschi: “Il tema della narrazione è molto importante perché forma la coscienza sociale. Questo libro, con le modalità con cui è stato costruito e nei percorsi che sta aprendo, ha un’incidenza formativa oggi di grande rilievo. Dobbiamo imparare a narrare le migrazioni in un modo che apra i nostri orizzonti. Parliamo molto di accoglienza, invece parlerei di ospitalità: accoglienza definisce un rapporto in cui l’altro è passivo, ospitalità invece indica qualcosa in cui l’altro è attivo. Ritengo che si debba parlare di ospitalità e interazione, non di accoglienza e integrazione: ho di fronte un Altro e lo considero non per il suo bisogno, ma perché mi interpella nella sua alterità. L’interazione è un percorso che ci apre a molti modi di concepire l’incontro con persone che provengono da Paesi diversi dai nostri”.

Chi fosse interessato al libro, per maggiori informazioni può contattare: francesco.bezzi@cooperativaruah.it.

Il mondo in un piatto

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VENERDI’ 16 DICEMBRE 

dalle ore 19.30  in Via della Clementina, 34 a Bergamo

presso il CONDOMINIO SOLIDALE MATER 

IL MONDO IN UN PIATTO

Una divertente sfida tra i piatti delle diverse culture di provenienza degli ospiti del Progetto Sprar, di casa Amadei e di casa Mater

In programma, assaggi dal mondo e musica live con Cato 

L’evento è organizzato dalla Cooperativa Impresa Sociale Ruah in collaborazione con il Comune di Bergamo, Progetto Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e Caritas Diocesana Bergamasca

Tutta la cittadinanza è invitata!

L’ingresso è gratuito previa una prenotazione a: mater@cooperativaruah.it 

Storie in pausa: due serate per conoscere il progetto a Vedeseta

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STORIE IN PAUSA: due serate per conoscere il progetto a Vedeseta

MERCOLEDI’ 14 DICEMBRE ORE 20,30 – PORTA ECOMUSEALE PIAZZA DON ARRIGONI, VEDESETA 

IL PROGETTO STORIE IN PAUSA” : Un’occasione per conoscere il progetto e riflettere sul tema dell’accoglienza in compagnia di Francesco Bezzi, referente di Caritas Diocesana Bergamasca 

MERCOLEDI’ 21 DICEMBRE  ORE 20,30 – CENTRO DI ACCOGLIENZA DI VEDESETA

SCAMBIO DI AUGURI DI NATALE”: Un momento di condivisione con tutta la cittadinanza, in compagnia dei richiedenti asilo, ospiti presso il Centro di accoglienza di Vedeseta

L’iniziativa è a cura delle parrocchie di Sottochiesa, Vedeseta e Peghera in collaborazione con Caritas Diocesana Bergamasca e Cooperativa Impresa Sociale Ruah 

FOTOGRAFICA – Festival di Fotografia

FOTOGRAFICA – il primo Festival di Fotografia della città di Bergamo, nasce nel 2016 con l’intento di aggiungere un tassello attraente al dinamico panorama culturale di Bergamo.
Il Festival intende puntare l’obiettivo sull’attualità attraverso la Fotografia, che facilita la riflessione e la presa di coscienza di accadimenti vicini e lontani.

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FOTOGRAFICA intende presentare Fotografi di prestigio internazionale; sviluppare attenzione ai progetti di fotografi emergenti; sviluppare sinergie con enti ed operatori del territorio, con la volontà dare spazio al confronto.
L’Edizione del 2016 è dedicata ai migranti che navigano e camminano senza sosta alla ricerca di un destino diverso, per andare OltreConfine. Una linea sottile separa viaggi disperati dal desiderio di costruire vite nuove. I Fotografi protagonisti della prima rassegna ci faranno vivere con immediatezza il coraggio e la disperazione, attraverso il mare, i muri e i confini.

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Dal 4 al 13 novembre 2016 a Bergamo, all’interno di FOTOGRAFICA ci sarà anche Ruah, in due diverse vesti: con la presentazione del progetto «Storie in Pausa», promosso da Caritas Diocesana Bergamasca in collaborazione con CTRLe con l’esposizione della mostra di lavori serigrafici dal titolo “INNUMEREVOLI“, risultato del laboratorio narrativo e serigrafico per richiedenti asilo ospitati a Bergamo e provincia, a cura della Serigrafia TanteMani della Cooperativa Patronato San Vincenzo.

Entrambi i progetti verranno presentati presso l’EXSA, Ex Carcere di Sant’Agata, in Città Alta, in vicolo Sant’Agata 6.

Trovi il programma completo della rassegna qui.

Per tutte le informazioni: http://fotograficafestival.it/

Presentazione nuovo singolo “African Boy” dedicato a Ruah

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In occasione dell’inizio del
nuovo tour,
SABATO 15 OTTOBRE 2016,
presso Ex Carcere di Sant’Agata in Città Alta,
in collaborazione con Maite,

Cato presenterà il nuovo brano “African Boys”,
dedicato al 25° anno di attività della Cooperativa Ruah.

Cato non si ferma mai. Nel 2014 l’omonimo disco d’esordio, trainato da una tripletta di videoclip dagli ottimi riscontri su Youtube (36 mila visualizzazioni in tutto). L’anno scorso il viaggio in auto lungo la Via della Seta, una traversata di 15 mila km in 35 giorni dall’Italia a Hong Kong insieme alla sua chitarra per raccogliere fondi a favore di Emergency e Admo. Ora un nuovo disco, anticipato da “African Boys”, primo singolo che viene presentato con un videoclip girato da Emiliano Perani presso il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di San Paolo d’Argon (BG).

African Boys” è infatti una canzone roots-reggae dal ritornello incalzante che Cato dedica ai migranti, dopo aver raccolto oltre cento testimonianze di richiedenti asilo con cui Roberto Picinali (questo il vero nome di Cato) è a contatto quotidianamente. Ma il brano è anche la colonna sonora delle celebrazioni per i venticinque anni di vita di Ruah, la cooperativa sociale bergamasca nella quale Cato lavora come operatore in due dei 39 centri di accoglienza che la Cooperativa Ruah ha in gestione per conto di Associazione Diakonia – Caritas Diocesana Bergamasca.

Lontano da ogni pietismo e retorica del dolore, il video di “African Boys” affronta la tragica questione migranti con uno spirito leggero e divertente. L’imprevedibile follia di Cato incontra la vitalità degli ospiti del centro di accoglienza e le scanzonate coreografie dei Dynamite Crew. Il risultato è un clip che esprime tutta la speranza e la voglia di riscatto di chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra d’origine.

L’atmosfera di “African Boys” rappresenta al meglio il mood di “+ Love – Stress”, il disco roots di Cato in uscita a novembre. Un lavoro che torna alle radici della musica di Roberto (già componente della patchanka band Namastè) e mescola reggae, rock, blues, surf, folk ed elettronica, senza tralasciare le “classiche” e rotondissime ballad pop-rock in stile Cato e la consueta solarità contagiosa.

Nel segno di “+ Love – Stress” – slogan che vale anche come una dichiarazione di amicizia e accoglienza verso il prossimo – Cato è riuscito a coinvolgere nella lavorazione delle sue nuove canzoni ben ventuno musicisti, alcuni dei quali sono fra i migliori esecutori della scena musicale bergamasca. D’altra parte con la sua musica Cato ci ricorda che, nonostante tutto, la vita merita di essere vissuta perché c’è sempre un modo per cercare la felicità. E quando ci si ritrova nelle situazioni più stressanti delle nostre giornate a canticchiare mentalmente una delle sue canzoni allora viene decisamente voglia di dargli ragione.

Per vedere il videoclip, clicca qui.

Per l’intero spettacolo, vi aspettiamo sabato 15 ottobre dalle 18.00 alle 21.00 all’Ex Carcere di Sant’Agata in Città Alta!

 

Presentazione libro “Solo la luna ci ha visti passare”

img_0370 Con piacere vi invitiamo alla presentazione del libro “Solo la luna ci ha visti passare” della giornalista bergamasca Francesca Ghirardelli.

Quando? Giovedì 6 ottobre alle ore 20,45

Dove? Sala consiliare di Casazza (Bergamo)

Durante la serata interverrà anche un richiedente asilo ospite in un centro di accoglienza a Casazza per una breve testimonianza

L’evento è organizzato dalla Biblioteca di Casazza, Parrocchia S. Lorenzo di Casazza, Cooperativa Ruah, Caritas Diocesana Bergamasca e Cooperativa Nuova Solidarietà. Partecipa “La Bottega Altromercato“.

L’iniziativa si inserisce nel generale invito alla pace e alla fratellanza promosso dalla Marcia Perugia Assisi.

 

Giornata della memoria delle vittime delle Migrazioni

“Dovete capire: nessuno mette i propri figli su una barca.
A meno che l’acqua sia più sicura della terra”.
La poetessa di origini somale Warsan Shire esprime bene la sofferenza di una scelta simile: abbandonare la propria casa, il proprio Paese… per trovare che cosa?

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Lo scorso 21 marzo il Senato della Repubblica Italiana ha approvato la proposta del COMITATO 3 OTTOBRE di dedicare una giornata per “conservare e rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria” come si trova scritto nell’art. 1 di questa legge.

Insieme diremo una preghiera che aiuti ad abbattere quei muri fisici, politici, ideologici che tengono lontani i popoli. Insieme faremo un’invocazione in suffragio di quelle vittime, per riuscire a vedere una luce in questo grande buio.

LUNEDI’ 3 OTTOBRE 2016 dalle 20.30
Giardino della Pace Sotto il Monte Giovanni XXIII 

A cura di:
Parrocchie del Vicariato,
Unione delle Comunità Islamiche di Curno,
Comunità Tamil Sri Lanka,
Ospiti della casa di accoglienza del Pime.