Facce da Ruah

La più grande ricchezza che Ruah possiede sono tutte le persone che ogni giorno prestano servizio nelle diverse aree.
Abbiamo scelto di presentare la Cooperativa Ruah a chi ancora non la conosce, chiedendo a dipendenti e volontari di metterci la faccia per presentare sé stessi e l’ambito in cui operano.
Ecco cosa ne è uscito! Buona lettura!


AREA ABITARE

ANDREA BARONI
Coordinatore Educativo Area Abitare

ANDREA BARONI

Mi chiamo Andrea Baroni, ho 36 anni e sono di Seriate. Ho una laurea in Scienze dell’educazione e un master in pianificazione sociale. Lavoro in Ruah dal 2004 come coordinatore dell’Area Abitare. Mi occupo del coordinamento generale dei servizi: Casa Amadei, il Condominio Solidale Mater e gli appartamenti di seconda accoglienza. Il mio lavoro mi piace moltissimo perché mi permette di costruire nuove forme di relazioni significative con gli ospiti accolti, con l’équipe educativa e con il territorio. L’aspetto che mi piace di più è il fatto che tocchi dimensioni profonde della persona, della comunità e della società, che hanno a che fare con i valori della libertà, della solidarietà, dell’equità e della responsabilità. La cosa negativa è che a volte non si riesce a raggiungere un equilibrio tra flessibilità e pianificazione. Sono socio Ruah: ho deciso di esserlo perché mi permette di essere più coinvolto e partecipe alla vita della cooperativa in generale, non solo dei miei servizi.
GIULIA CURTABBI
Volontaria Servizio Civile

GIULIA CURTABBI

Mi chiamo Giulia, sono torinese e ho 26 anni. Ho da poco terminato il mio percorso di studi conseguendo un Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università di Bergamo. Da ottobre 2016 e per la durata di un anno svolgerò il mio progetto di servizio civile presso la Casa di accoglienza Mons. Amadei. Supporto gli educatori della struttura, mi occupo dell’orientamento degli ospiti, aiutandoli nella ricerca di casa e lavoro all’interno del loro percorso verso l’autonomia.
Ho scelto di collaborare con Ruah attraverso il servizio civile perché volevo rendermi parte attiva di un progetto capace di porre al centro le persone con i loro bisogni. Un punto di forza del mio lavoro è La costruzione di una relazione che assume di volta in volta varie forme rappresenta la parte più arricchente del mio servizio civile.

 

GLORIA SELINI
Operatrice Accoglienza

GLORIA SELINI

Sono Gloria Selini, ho 29 anni e sono di Bergamo. Ho una Laurea Magistrale in Psicologia di Comunità  e sono iscritta all’Albo A degli psicologi della Lombardia.
Da gennaio 2015 lavoro in Ruah come operatrice all’interno di Casa Amadei, seguendo i 19 ospiti inseriti nel progetto Richiedenti Asilo. Mi occupo dell’aspetto burocratico, legale ed educativo, in collaborazione con i colleghi che lavorano nella stessa struttura in altri progetti di accoglienza.
Sono una persona molto fortunata, perché faccio un lavoro che mi piace molto!
Confrontarmi con persone con storie così diverse e distanti dalla mia non solo mi permette di ampliare i miei orizzonti e conoscere cose nuove, ma mi aiuta anche a ridimensionare la mia quotidianità, a non vivere la mia vita come “l’unico dei mondi possibili”. Penso che da bravi occidentali, questo errore riguardi un po’ tutti noi. Il confronto è sicuramente un elemento fondamentale del mio lavoro: si sviluppa ulteriormente in capacità di flessibilità e di ascolto.  Amo il dovermi mettere in discussione per via del mio lavoro. Penso sia una risorsa importante sia a livello personale che di comunità e un buon allenamento per una vita più serena. Dall’altra parte il nostro lavoro è sempre ricco di imprevisti: ciò procura forti stress e tensioni che a volte non è facile lasciarsi alle spalle, anche quando si torna a casa.
FRANCESCA ROVARIS
Operatrice Accoglienza

FRANCESCA ROVARIS

Sono Francesca, ho 33 anni e sono originaria di Albino. Sono laureata in scienze dell’Architettura e da marzo 2017 ho iniziato a lavorare nella struttura di Casa Amadei come operatrice di prima accoglienza. Saltuariamente sono presente anche presso la struttura della Grumellina, sempre a Bergamo. Avendo iniziato da pochi mesi questa nuova esperienza lavorativa, mi occupo di tutto quello di cui c’è bisogno: accompagno gli ospiti (i nostri utenti li chiamiamo così) sul territorio a visite sanitarie o ai vari incontri con altri servizi; li ascolto e mi occupo di dare una mano nella preparazione riguardante la documentazione legale. Smisto il cibo e lo distribuisco insieme agli ospiti. Di tutto, insomma!
Questo incarico mi sta piacendo molto, è un lavoro estremamente dinamico, mai uguale a sé stesso, ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da imparare e qualcuno da conoscere o conoscere meglio, sia degli ospiti che delle persone con cui collaboro!
Credo che il punto di forza di questo ambito siano le relazioni. Conoscere persone diverse, scoprire punti in comune e cercare di mettere insieme le diversità come ricchezza! Il punto di debolezza è la mancanza di tempo: costruire relazioni richiede tempo. E spesso non ce n’è. Gli ospiti poi, alla fine del percorso escono, come giusto che sia.
LUCA RIZZI
Dirigente Area Abitare

LUCA RIZZI

Sono Luca ed ho 38 anni. Ho una formazione da counselor sistemico e ho conseguito un master in Gestione delle Imprese Sociali. Ho lavorato come educatore per diversi anni e da luglio 2011 sono entrato a far parte della cooperativa Ruah. Oggi sono il dirigente dell’Area Abitare. Cosa faccio? L’obiettivo generale di un dirigente è quello di trasformare la vision della cooperativa in attività concrete. Mettendo costantemente in relazione l’organizzazione stessa, le persone che la compongono, i territori e gli stakeholders che incontriamo, cerchiamo di sviluppare nuove risposte a bisogni emergenti. Mi piace lavorare in Ruah perché trovo che sia un contesto molto ricco e stimolante. La varietà culturale che ci contraddistingue come organizzazione è un valore aggiunto che porta vento fresco e colore. L’ambiente di lavoro è per sua natura aperto ed accogliente. Mi ritengo fortunato, occupo una posizione che mi consente di poter concretamente orientare alcune direzioni della cooperativa. E’ una grande responsabilità, ma quando si vede nascere qualcosa che si è coltivato giorno per giorno ogni sforzo viene ripagato. Ci sono anche lati meno piacevoli di questo lavoro, come diceva Nietzsche “Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per generare una stella danzante“… ma credo che ogni tanto avere troppo caos dentro possa generare anche un bel po’ di confusione!
Ho scelto di diventare socio perché sin dall’inizio ho trovato significati e vicinanze che vanno al di là del semplice ambito lavorativo. Ho incontrato una cooperativa che fa del sogno e della passione la forza motrice del suo operare, che cerca di tramutare in realtà visioni e idee sempre volte all’altro ed alla costruzione di benessere per il territorio, i beneficiari dei nostri progetti ed i lavoratori. E’ una cooperativa che conosce i suoi limiti e le sue difficoltà, che non si chiude, ma accoglie l’altro.
MARINA BONFANTI
Educatrice Area Abitare

MARINA BONFANTI

Sono Marina e ho 32 anni. Ho una laurea triennale in Scienze dell’Educazione e una magistrale in Programmazione e gestione dei Servizi sociali. Sono in Ruah da giugno 2010 e oggi lavoro presso il Condominio Solidale Mater, una struttura d’accoglienza per donne sole o con minori, che Ruah gestisce per conto del Comune di Bergamo, oltre ad essere da circa un anno la referente della comunicazione per la cooperativa. Per quanto riguarda il lavoro educativo, mi occupo di accompagnare nel loro personale percorso di autonomia le donne che, inviate dai servizi sociali della provincia di Bergamo, si trovano in struttura perchè hanno un temporaneo bisogno abitativo.  Mi piace molto lavorare in Ruah. Il lavoro educativo che facciamo ogni giorno, spesso bistrattato esternamente da chi non lo conosce, è un atto creativo. Il bello è il continuare a mettersi in gioco e a misurare i propri limiti e le proprie difficoltà, riconoscere l’altro che stiamo supportando e da lì partire. Da alcuni anni sono socia perchè credo fortemente nei valori che ho visto fin da subito nel modo di lavorare nel quotidiano dai colleghi che mi hanno preceduto e in quelli con cui lavoro attualmente: la trasparenza, la responsabilità nei confronti della collettività, il rispetto per il lavoro delle persone e la condivisione. Sono aspetti per me molto importanti, che vanno al di là della vita professionale. Ruah dà molta importanza a questi valori ed io mi ci riconosco.


AREA CULTURA

NADA CHARARA
Coordinatrice Scuole di Italiano

NADA CHARARA

Mi chiamo Nada Charara, ho 54 anni e sono libanese. Ho una laurea quadriennale in Lingue straniere applicate e un Master in studi interculturali. Lavoro in Ruah da settembre del 2015, sono coordinatrice delle scuole di italiano che si trovano nei centri di accoglienza per i richiedenti asilo sul nostro territorio. Il punto di forza del mio lavoro? L’aspetto relazionale con diverse figure: insegnanti, operatori e coordinatori da una parte e dall’altra, l’aspetto di mediazione e gestione dei conflitti. Una cosa che non mi piace è invece lo stress dovuto alla concentrazione del lavoro su alcune giornate.
ADRIANA PERNA
Insegnante di Italiano

ADRIANA PERNA

Sono Adriana Perna, ho 27 anni e sono di Trezzo sull’Adda. Ho una Laurea in Comunicazione Interculturale per la Cooperazione e l’Impresa. Da gennaio 2012 lavoro in Ruah come insegnante di italiano e faccio parte dello staff della scuola di italiano. Insegno la lingua italiana L2, mi occupo dell’équipe e dell’organizzazione della scuola di italiano, delle attività di mediazione in Prefettura, del coordinamento della scuola di italiano a Curno. Mi piace lavorare in Ruah: mi ha fatto crescere umanamente perché mi ha messa in contatto con persone molto lontane da me, da cui ho imparato molto. E’ un lavoro che reputo sempre stimolante perché pur all’interno della stessa area (Area Cultura), ho avuto l’opportunità di assumere ruoli diversi e quindi di crescere anche professionalmente e acquisire nuove competenze. Il punto di forza della mia professione è l’insegnamento: c’è sempre da imparare, rinnovare, cambiare. Ogni volta si ha davanti una classe diversa e non è mai uguale. Il punto debole: c’è troppo poco tempo per fare tutto e farlo bene!
CECILIA FUSAR IMPERATORE
Volontaria presso la Scuola di Italiano

CECILIA FUSAR IMPERATORE

Mi chiamo Cecilia, ho 30 anni e da settembre 2016 sono volontaria presso la Scuola di Italiano. Ho conosciuto la Scuola di Italiano grazie all’iniziativa “Un giorno in dono” proposta da UBI Banca, l’azienda in cui lavoro. L’esperienza di una giornata di volontariato mi è subito piaciuta. Ho deciso di mettermi in gioco per la possibilità di mettere il mio tempo e la mia energia a disposizione degli altri e di avvicinarmi a persone di differenti nazionalità, etnie e culture. Nello specifico insegno italiano a migranti adulti.  Mi colpiscono sempre le storie delle persone che incontro: si tratta di casi molto differenti tra loro, accomunati spesso da un percorso difficile, irto di difficoltà, che li ha portati a lasciare la propria terra e a separarsi dagli affetti più cari. In molti casi sono portatori di competenze, esperienze e sensibilità che faticano a valorizzare nel nostro Paese: penso che la scarsa conoscenza della lingua italiana, insieme ai nostri pregiudizi e a un contesto sociale difficile, costituisce una barriera che impedisce al loro talento di emergere. La cosa che mi piace di più è la conversazione con gli apprendenti, che permette di allenare le abilità di comprensione e produzione orale e al contempo di confrontarci su vari temi, ad esempio sulle feste e tradizioni nei vari Paesi, sulle abitudini alimentari o sui gusti musicali. Ho dovuto imparare a fare i conti con la discontinuità nella frequenza di alcuni studenti, che purtroppo caratterizza questa tipologia di classi. Sarebbe più semplice ripartire con tutti da dove si era rimasti alla lezione precedente, ma spesso è necessario ritornare su alcuni argomenti già affrontati perchè tutti siano a bordo.

CARMEN JIMENEZ SINTI
Educatrice presso il babyparking della Scuola di Italiano

CARMEN JIMENEZ SINTI

Sono Carmen, ho 34 anni e da gennaio 2016 lavoro in Ruah nell’area Cultura. Sono originaria del Perù e là ho studiato prima come tecnica agronoma e poi come educatrice. Lavoro nel servizio di babysitting che offriamo alle mamme con bambini da 3 mesi a 3 anni che frequentano i corsi di alfabetizzazione italiana, presso il Condominio Mater e presso la Scuola Media Tadini, entrambi a Bergamo. Nello specifico mi occupo di seguire i bambini, mentre le loro mamme sono al corso di italiano. Mi piace lavorare in Ruah perché mi ha dato l’ opportunità di conoscere la cultura di altre paesi e di arricchirmi. Inoltre mi entusiasma saper di poter sostenere il processo di integrazione delle mamme dei bambini che partecipano al babyparking, attraverso l’apprendimento della lingua italiana. Sento di potermi agganciare profondamente coi bambini trasmettendo fiducia alle mamme, anche se spesso la comunicazione non è facile. Ma fa parte del mio lavoro e mi piace!
ELENA AMBROSINI
Volontaria presso la Scuola di Italiano

ELENA AMBROSINI

Mi chiamo Elena, ho 49 anni e vivo a Bergamo. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere e dal 2010 sono insegnante volontaria presso la scuola di italiano. Ho scelto di fare questa esperienza, dedicando il mio tempo in questo servizio perché mi attirava l’idea di insegnare la mia lingua a persone provenienti da tanti Paesi diversi e, allo stesso tempo, di imparare qualcosa delle loro culture e tradizioni. Nello specifico quest’anno mi occupo di insegnare la lingua italiana nel livello A1 a studentesse e studenti presso la sede della scuola, presso il Patronato San Vincenzo.
Il primo anno di insegnamento, in una classe di analfabeti, ho dato un temperino in mano ad una ragazza che mi mostrava la sua matita spuntata e, dal suo sguardo, ho capito che non sapeva assolutamente come usarlo….questo episodio mi ha insegnato che in classe non bisogna mai dare nulla per scontato!
Mi piace insegnare alla scuola di italiano perché le lezioni sono sempre uno scambio culturale e non solo un apprendimento da parte degli studenti… ciò mi ha arricchito moltissimo negli anni. L’unica cosa che non mi piace è che diversi studenti spesso “scompaiano” improvvisamente dal corso e non ci sia più l’occasione di incontrarli.
LAURA RESTA
Dirigente Area Cultura

LAURA RESTA

Mi chiamo Laura, ho 36 anni e abito a Seriate. Sono laureata in Scienze dell’Educazione e ho frequentato il corso di Laurea in Scienze Antropologiche. Sono stata volontaria in Ruah dal 1999 al 2003, per poi diventare educatrice nel 2004. Oggi sono dirigente dell’Area Cultura, alla quale afferiscono le Scuole di italiano, la formazione ed i percorsi interculturali sul territorio, oltre che l’organizzazione di eventi e festival.  Il mio ruolo ha un triplice rapporto con l’organizzazione, con il personale e con l’esterno. Partecipo allo sviluppo e all’innovazione dei servizi, creando le condizioni che favoriscano la crescita e lo sviluppo delle capacità professionali dei coordinatori e di altri ruoli operativi, attraverso un’azione di supervisione, formazione e verifica.  Mi sono innamorata di Ruah a 19 anni, quando sono stata smossa dai racconti delle persone incontrate portatrici di altra cultura: è iniziato così il mio percorso di crescita personale e professionale che mi ha accompagnato in tutti questi anni. Ruah è stata capace di dare fiducia ai giovani e alle nuove idee progettuali, usando un metodo inclusivo delle diversità generazionali, culturali e di genere. Ruah è diventata una famiglia con la quale progettare, confrontarmi e crescere. Ruah sa farti sentire parte di un gruppo capace di sviluppare novità generate dal disagio e di trasformare le diversità in risorsa. Un punto di forza del mio lavoro è la reale possibilità di sviluppare idee per farle diventare attività e servizi. Il punto debole è che, lavorando in fase progettazione con i coordinatori e le istituzioni c’è un all’allontanamento e uno scollamento dall’utenza dei servizi. Ho conosciuto Ruah quando era associazione e ho e partecipato al suo percorso di crescita e trasformazione che l’ha portata nel 2009 a diventare cooperativa. Faccio parte di quel gruppo di soci fondatori che hanno creduto in una Ruah nuova e più grande, ma forte delle sue radici identitarie.


AREA ECONOMIE DI SOLIDARIETÀ

FEDERICA FASSI
Coordinatrice Area Economie di Solidarietà

FEDERICA FASSI

Lavoro in Ruah da settembre 2003 e sono laureata in lingue e letterature straniere. Oggi coordino il Laboratorio Triciclo, occupandomi della gestione logistico – amministrativa. Inoltre supervisiono i reparti Abbigliamento e “Cose di Casa”.
Ho scelto di diventare socia di Ruah perché condivido il valore di promuovere il lavorare per l’altro e con l’altro.
Il punto di forza del mio lavoro? Ogni giorno è un giorno diverso, il lavoro non è mai noioso, dai materiali che arrivano (libri, cose di casa, vestiti, mobili) alle persone che lavorano da noi, ai clienti, alle problematiche che si devono risolvere…è un ambiente stimolante!
Siamo un insieme di persone da tutto (o quasi tutto il mondo) che ogni giorno entrano nelle case dei bergamaschi, nelle scuole, negli uffici… e il nostro mercatino è un’altra finestra sul mondo!
LUCIANA LUPATTELLI
Commessa Laboratorio Triciclo

LUCIANA LUPATTELLI

Mi chiamo Luciana ho 57 anni e sono originaria di Vetralla, in provincia di Viterbo. Abito a Bergamo da molto tempo e da gennaio 2010 lavoro in Ruah come commessa. Sono responsabile della selezione, dell’allestimento ma anche della vendita nel reparto “Cose di Casa” del Triciclo. Mi piace selezionare gli oggetti che toneranno con una nuova vita nelle case delle persone. Ogni giorno è una sorpresa c’è sempre aria di novità! Ho tante soddisfazioni, solo raramente alcuni clienti non capiscono il lavoro che c’è dietro ad ogni oggetto.

AZZEDDINE GHAIAD
Coordinatore Laboratorio Triciclo

AZZEDDINE GHAIAD

Mi chiamo Azzeddine, ho 47 anni e sono originario di Rabat (Marocco). Ho una Laurea in geologia. Da aprile del 1998 lavoro in Ruah come Coordinatore del Laboratorio Triciclo. In particolar modo mi occupo dell’organizzazione del lavoro, della gestione delle squadre, della vendita e del rapporto con le altre strutture Ruah.
Sin dall’inizio mi è sempre piaciuto questo lavoro per diversi motivi, ma soprattutto perché Ruah lavora con gli immigrati e non per gli immigrati. E’ bello sentirsi parte di un progetto famigliare e rendersi conto dell’importante lavoro svolto ogni giorno. Purtroppo nella frenesia lavorativa di tutti i giorni forse ci stiamo allontanando dalla nostra missione. Sono anche socio Ruah: ormai Ruah fa parte della mia vita ed è la mia seconda famiglia, sin da quando era ancora un’associazione.
AZIZA MANIANI
Aiuto Commessa presso Negozio Rivestiti

AZIZA MANIANI

Sono Aziza, ho 29 anni e vengo dal Marocco. Lavoro come aiutocommessa da ottobre 2013, presso il negozio Rivestiti di Seriate e nel reparto ”Cose di Casa” del Laboratorio Triciclo.
Mi piace molto selezionare ed allestire gli spazi, oltre ad aiutare e aiuto i clienti a scegliere.
Ogni giorno c’è sempre qualcosa da scoprire tramite gli oggetti ed i vestiti del passato!
BAHIJA KAOUECH
Aiuto Commessa presso Laboratorio Triciclo

BAHIJA KAOUECH

Mi chiamo Bahija Kaouech, ho 49 anni e vengo da Testour (Tunisia). Lavoro alla Ruah da gennaio del 2011, come aiuto commessa nel reparto abbigliamento del Laboratorio Triciclo. Mi occupo della selezione dell’abbigliamento, dell’allestimento e della sistemazione del negozio, del supporto alla vendita del reparto abbigliamento. Mi piace il mio lavoro: le ore che svolgo sono state pianificate in base alle mie esigenze familiari, visto che sono una mamma sola con 5 figli. Inoltre mi piace ordinare al meglio il negozio così posso consigliare i clienti in base alle loro richieste, sapendo dire loro dove possono trovare ciò che desiderano.
MAMADOU COULIBALY
Autista presso Laboratorio Triciclo

MAMADOU COULIBALY

Sono Mamadou Coulibaly, ho 36 anni e vengo da Abidjan (Costa d’Avorio). Ho frequentato una scuola di falegnameria. Lavoro in Ruah da febbraio 2010 come autista ed operaio. Lavoro al Laboratorio Triciclo: mi occupo, insieme ad altri colleghi, di sgomberi, ritiri di mobili, sistemazione ed esposizione dei mobili nel negozio, svuotamento dei cassonetti Caritas. Mi piace lavorare con la mia squadra, di cui sono responsabile: mi piace entrare nelle case delle persone e capire cosa pensano di noi. Non è facile per i bergamaschi vedere entrare nella propria abitazione delle persone straniere, ma mi piace dimostrare con la buona volontà e con il lavoro ben fatto che siamo persone affidabili. Non mi piace invece quando i clienti degli sgomberi vogliono regalare delle cose che non sono dignitose e andrebbero buttate, dicendo che possono sempre servire a qualche poveretto. Non è sempre facile da migrante fare capire il valore del nostro lavoro e perché ci facciamo pagare. Sono socio Ruah: ho deciso di diventarlo perché volevo vivere in modo attivo la Cooperativa, essere informato di come la stessa sta andando e per poter dare il mio contributo, a livello di pensiero e di azione, per migliorarla.
YACINE MAMINE
Coordinatore Laboratorio Triciclo

YACINE MAMINE

Mi chiamo Yacine e sono di origine algerina. Sono arrivato in Italia ad agosto del 2000, dopo essermi laureato in elettrotecnica, poiché in Algeria c’era tanta disoccupazione e non riuscivo a trovare lavoro. Da settembre 2000 ho iniziato a collaborare saltuariamente con il Triciclo, facendo ogni tipo di lavoro: ritiri nelle case, svuotamento dei cassonetti della Caritas, imbiancare… Mi sono innamorato del mio lavoro nel 2003 quando ho iniziato a stare di più in magazzino e a parlare meglio italiano. Mi sembrava di essere in un piccolo mondo non solo con il miei colleghi ma anche con i clienti: Italia, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Marocco, Ucraina, Bolivia, India… mi aveva colpito anche la cultura del riciclo, perché in Algeria ai tempi non c’era la cultura di riutilizzare le cose usate; quando vedevo un italiano che comprava un pezzo di mobile un po’ rovinato dentro di me dicevo che era matto, ora sono io il primo a cercare di salvare il più possibile mobili usati, perché ho imparato a riconoscerne il valore. Il Triciclo di allora dava lavoro temporaneo soprattutto ai migranti che arrivavano dal sud Italia e che non sapevano come orientarsi al nord, allora bastava lavorare due settimane guadagnare qualche soldo per poi trovare magari un lavoro fisso altrove. Tante persone, non solo migranti, anche le più disagiate  come ex tossicodipendenti, ex senza fissa dimora hanno avuto l’opportunità di risollevarsi e riacquistare dignità e autostima … per tutti questi motivi sono rimasto a lavorare qui. Una cosa di cui sono orgoglioso è che quando vado in giro incontro clienti, ex lavoratori e mi sento dentro un circuito di aiuto delle persone. Sono felice anche quando qualcuno dice con soddisfazione: “ho arredato tutta la casa con le cose acquistate da voi”. Il Triciclo in questi anni secondo me è migliorato: abbiamo assunto stabilmente le persone e siamo più professionali. Purtroppo però non possiamo più far lavorare tante persone ma possiamo aiutarne solo alcune e questo mi dispiace molto perché tantissima gente con la crisi ha perso il lavoro e ogni giorno almeno 4/5 persone passano a chiedere di lavorare da noi e purtroppo noi non sappiamo come aiutarle. Mi piace lavorare in Ruah e la prova è essere ancora qui dopo 17 anni!
MICHELA EPIS
Responsabile Abbigliamento Laboratorio Triciclo

MICHELA EPIS

Sono Michela, ho 41 anni e abito a Lallio. Sono diplomata in segretaria d’azienda e lavoro in Ruah da settembre del 2012. Lavoro presso il Laboratorio Triciclo come commessa responsabile del reparto abbigliamento: ogni giorno seleziono e allestisco al meglio l’abbigliamento e gli accessori da proporre ai nostri clienti. Mi piace vendere: amo il rapporto con i clienti di tutte le nazionalità perché mi piace consigliarli sugli acquisti e loro si fidano di me:  questa per me è una grande soddisfazione. Tra un consiglio e l’altro …si creano spazi confidenziali in cui i clienti mi raccontano “pezzi” della loro vita qua in Italia e a me piace farmi raccontare le differenze di vita quotidiana che riscontrano tra quella che hanno in Italia e quella che hanno nel loro paese di provenienza…ecco che in attimo mi ritrovo in Ukraina o in Bolivia piuttosto che in Tunisia o in Senegal …visto che non ho molta possibilità di viaggiare mi sento come in un viaggio virtuale da cui ogni giorno apprendo qualcosa di nuovo e interessante su culture e abitudini diverse dalla mia. Invece non mi soddisfa molto selezionare la merce, soprattutto quando il materiale scarseggia o è di scarsa qualità, perché non riesco poi ad accontentare le esigenze dei clienti.
TAHERE GOUEM
Operaio Laboratorio Triciclo

TAHERE GOUEM

Sono Tahere Gouem, ho 44 anni e sono originario di Boussouma (Burkina Faso). Lavoro in Ruah dall’aprile del 2013, come operaio e dal 2005 sono responsabile di piano a Casa Amadei.  Il mio lavoro di operaio per il Laboratorio Triciclo consiste nella raccolta dei vestiti nei cassonetti Caritas, nel ritiro dei mobili, negli sgomberi. Dal 2005 sono inoltre responsabile di piano, prima al Patronato San Vincenzo poi a Casa Amade: mi occupo di controllare la pulizia delle stanze del mio piano, di trovare una soluzione ai problemi tra i vari ospiti, dell’accoglienza dei nuovi arrivati al piano; se manca il custode lo sostituisco.  Mi piace lavorare in Ruah perché è un piccolo mondo dove si conoscono tante persone, dapprima come ospiti poi magari li si incontra al lavoro e poi li si re-incontra fuori: sono piccoli intrecci di storie. Inoltre mi piace anche perché c’è il rispetto per la mia religione e quando è possibile mi viene data l’opportunità di pregare. Quello che mi piace di più è il rispetto e l’attenzione verso i lavoratori: se si è stanchi e si ha lavorato tanto, viene data la possibilità di riposarsi per poi ricominciare.
GIANFRANCO FANELLI
Assistente alla vendita Laboratorio Triciclo

GIANFRANCO FANELLI

Buongiorno! Sono Gianfranco ed  ho 66 anni. Sono originario di Bari e dal marzo del 2010 lavoro in Ruah come operaio. Sono invalido al 100% perchè ho delle limitazioni fisiche e al Triciclo mi occupo di offrire assistenza alla vendita nel settore casalinghi, supportando i clienti nella scelta e le mie colleghe nel lavoro di tutti i giorni.
Mi piace lavorare in Ruah perché questo mi aiuta a distrarmi dalle varie difficoltà che ho. Inoltre questo incarico mi permette di arrivare alla pensione dignitosamente, sentendomi ancora utile. Mi piace lavorare qui perchè le persone con cui lavoro sono comprensive e attente alla mia situazione. Amo fare lo smistamento dei materiali che ogni giorno arrivano al Triciclo, perché sono curioso e trovo sempre qualcosa di interessante o particolare da esporre. Al Triciclo gli oggetti hanno una seconda vita!

MARIA PAOLA BARCELLA
Commessa presso Laboratorio Triciclo

MARIA PAOLA BARCELLA

“Sono Maria Paola Barcella, ho 65 anni e sono di Solarino (Siracusa).  Ho un diploma di segretaria d’azienda. E’ da gennaio del 2012 che lavoro in Ruah come commessa presso il negozio Rivestiti di Seriate. Mi occupo della selezione dell’abbigliamento, dell’allestimento del negozio e della vendita. Mi piace il mio lavoro: amo riciclare i materiali, specialmente nel mondo della moda”.
HASSAN ABDOUMOMEN
Operaio Laboratorio Triciclo

HASSAN ABDOUMOMEN

“Mi chiamo Hassan Abdoumomen, ho 35 anni e vengo da Krubusso (Sudan). Lavoro in Ruah da ottobre del 2010, come operaio per il Laboratorio Triciclo: mi occupo degli sgomberi e dei ritiri dei mobili, dello svuotamento dei cassonetti della Caritas e del montaggio e smontaggio dei mobili. Mi piace molto il tipo di lavoro e l’ambiente: si può ridere e scherzare anche se si lavora tanto. La cosa che mi piace di più è il fatto che quando lavoro non penso ad altri problemi e mi concentro sul compito che mi viene affidato”.


AREA RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI

DANIEL CABRINI
Operatore Accoglienza Diffusa

DANIEL CABRINI

Il mio nome è Daniel, provengo da Ponte Nossa e lavoro in Ruah da giugno 2015. Ho una laurea in Economia e una laurea magistrale in Diritti dell’uomo ed etica della cooperazione internazionale.
In Ruah svolgo due diverse mansioni: sono operatore del progetto S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) della bassa Val Cavallina e del progetto R.A.R. (Richiedenti Asilo e Rifugiati) in alta Val Cavallina.
In entrambi i casi mi occupo dell’accoglienza diffusa, seguendo gli ospiti in tutte le parti della vita e dell’accoglienza, da quella legale a quella educativa, dalla ricerca di lavoro/tirocini fino ai rapporti con il territorio.
Questo lavoro mi ha permesso di crescere molto sia in ambito professionale che personale. La varietà del lavoro e la novità dello stesso mi tengono sempre sul filo dell’apprendimento e dell’aggiornamento. Chiunque può convenire che in questo lavoro non c’è tempo per annoiarsi.
E’ un lavoro dinamico e interculturale grazie al quale si potranno creare opportunità sia per le persone che provengono da culture lontane, sia per coloro che vivono su questi territori. Stare con persone che hanno bagagli di vita diversi è sempre un fattore di crescita.
E’ difficile far comprendere le enormi difficoltà e criticità di questo lavoro sia agli ospiti, i quali spesso non percepiscono le difficoltà burocratiche e tempistiche, sia alla popolazione, la quale vede nelle persone straniere una minaccia e un costo: si è sottoposti a critica per la maggior parte del tempo.
IVAN CAMPO
Coordinatore Area Richiedenti Asilo e Rifugiati

IVAN CAMPO

Mi chiamo Ivan, ho 45 anni e sono di Arcene. Ho conseguito un baccalaureato in Teologia e successivamente una laurea magistrale in Scienze Pedagogiche.
Lavoro in Ruah da febbraio 2015, occupandomi del coordinamento nell’area Richiedenti Asilo e Rifugiati, nello specifico dell’HUB di Urgnano e dell’Accoglienza Diffusa. Per spiegare meglio il mio lavoro nel quotidiano, posso dire che coordino le equipe che operano nelle diverse strutture. Mi interfaccio con lo staff di coordinamento dell’area per gli aggiornamenti e le condivisioni; nel territorio dell’Accoglienza Diffusa incontro i rappresentanti delle parrocchie e delle istituzioni civili ed i volontari.
Mi piace davvero lavorare in Ruah: mi sento parte di una squadra attiva che si impegna ogni giorno e sempre di più nel far crescere i progetti di accoglienza in ogni ambito in cui si inserisce.
Il punto di forza di questo lavoro? Il dialogo, il confronto e la possibilità di poter portare anche il mio contributo a livello di idee e proposte. Non sempre però è facile: lavorare con le istituzioni fa sì che ci di debba attenere alle loro tempistiche e alle loro regole.
Perchè ho scelto di diventare socio di Ruah? Perché desidero essere una voce viva all’interno della Cooperativa.
CHIARA DONADONI
Coordinatrice Staff Richiedenti Asilo e Rifugiati

CHIARA DONADONI

Sono Chiara Donadoni, ho 35 anni, sono di Seriate. Sono laureata in scienze dell’educazione e ho una laurea specialistica in scienze antropologiche. Lavoro in Ruah dal 2005, mi occupo del Coordinamento dello staff dell’area RAR. In particolar modo mi occupo della gestione delle risorse umane nell’area RAR.
Mi piace il mio lavoro: è  occasione di incontro di tante professionalità diverse, che arricchiscono la propria. Inoltre mi piace l’idea che stiamo scrivendo un pezzo di storia d’ Italia perché questo afflusso di persone dal mare sta modificando gli assetti politici e sociali del nostro paese.  Non mi piace il fatto che più ci si ingrandisce, più si possa perdere l’imprinting di Ruah.
Sono socia Ruah: fin da giovane mi sono ritrovata a condividere gli ideali della cooperativa e sento di aver contribuito in modo attivo alla crescita di Ruah, e Ruah alla mia.
LAURA SINI
Operatrice Accoglienza Richiedenti Asilo

LAURA SINI

Sono Laura Sini, ho 27 anni e sono di Bergamo. Sono laureata in Antropologia Culturale. Lavoro in Ruah da gennaio del 2016 come operatore dell’Area R.A.R presso la struttura Battaina di Urgnano. Mi occupo principalmente degli accompagnamenti sanitari degli ospiti, sono referente scuola, volontariato ed attività sul territorio. Insieme ai colleghi lavoriamo per accompagnare gli ospiti in tutta la fase processuale della richiesta d’asilo. Lavorare in Ruah significa collaborare in un contesto profondamente marcato da valori condivisi di solidarietà ed impegno volto ad accompagnare nel migliore dei modi il richiedente asilo nel corso del processo di riconoscimento, spesso caratterizzato da tempi estenuanti in un ambiente sociale svilente.
Il nostro compito è quello di tradurre attraverso la vicinanza e le strategie di comprensione affinate nell’esperienza operativa la presenza del richiedente asilo nel tessuto sociale dei territori dove ci troviamo ad operare. Del mio lavoro mi piace molto la necessità pratica di porsi continuamente domande, sulla percezione da parte delle persone con le quali lavoriamo, di conseguenza su noi stessi. Non amo invece la difficoltà di trasmettere certe necessità organizzative e, a volte, l’impotenza di fronte ad alcune richieste di aiuto.
MARCO PEROLARI
Operatore Notturno Accoglienza Richiedenti Asilo

MARCO PEROLARI

Sono Marco e ho 26 anni. Abito nella frazione San Lorenzo di Rovetta, in Alta Val Seriana e da dicembre 2016 lavoro come operatore notturno presso il Centro di Accoglienza Straordinaria per richiedenti asilo di Rovetta. Ho un diploma come perito elettrotecnico e ho fatto un’esperienza lunga due anni in Bolivia prima di essere assunto in Ruah.
Il mio lavoro consiste nell’occuparmi delle pulizie, del controllo e dell’assistenza nelle ore notturne presso la struttura. Mi piace molto questo tipo di incarico perché mi permette di mettermi alla prova in svariati ambiti, sia dal punto di vista pratico che dal quello personale. Inoltre, venendo dall’esperienza della Bolivia, che per me è stata molto significativa, continuare a lavorare in ambito sociale mi gratifica molto. Il bello di questo lavoro è che ogni giorno non è mai uguale. E’ unico e speciale, sia nei giorni che si svolgono tranquillamente che in quelli maggiormente impegnativi. Una grossa fatica che incontro è quella, alcune volte, di riuscire a spiegare ai ragazzi ospitati nella struttura che vengono fatti molti sforzi per loro. Presi dalle loro fatiche e dal loro percorso individuale, spesso non capiscono.
MARCELLO DOMENGHINI
Referente Area Rifugiati e Richiedenti Asilo

MARCELLO DOMENGHINI

Mi chiamo Marcello Domenghini, ho 35 anni e sono di Bergamo. Sono laureato in Biotecnologie Mediche e ho un Master in Diritti Umani e Azione Umanitaria. Lavoro in Ruah dall’ottobre del 2007: attualmente mi occupo del mantenimento dei rapporti con la questura e la prefettura, ossia della gestione burocratica del sistema di accoglienza e delle procedure di richiesta di protezione internazionale;  oltre a ciò mi occupo dell’organizzazione degli interventi di interpretariato e mediazione e in generale delle attività di segreteria per l’Area R.A.R. La parte di lavoro che seguo necessita di una buona organizzazione e pianificazione delle attività; l’imprevisto e l’urgenza, che nell’Area sono all’ordine del giorno, sono limitati e ciò, per quella che è la mia indole personale, è positivo. Negativo invece il fatto che l’Area Rar sia una realtà molto mutevole, forse troppo: le cose cambiano spesso e il lavoro quotidiano è frequentemente in balìa di decisioni prese dall’ “alto” che vengono imposte, alle quali talvolta fatico ad attribuire un senso. Sono socio Ruah: ho scelto di esserlo perché mi piace l’idea di condividere un progetto, un percorso comune con un gruppo di persone solido e coeso che si auto-sostiene.
GIULIA VISINONI
Operatrice Area Rifugiati e Richiedenti Asilo

GIULIA VISINONI

Mi chiamo Giulia, ho 32 anni e vivo a Rovetta, in provincia di Bergamo. Sono laureata in Laurea in Sociologia, in Scienze Pedagogiche e ho svolto un Master in Diritto delle Migrazioni. Lavoro in Ruah da luglio del 2015 nell’area R.A.R. (Richiedenti Asilo e Rifugiati)  e oggi sono operatrice referente presso la struttura di accoglienza di Rovetta e operatrice presso la struttura di Castione della Presolana. Nel quotidiano mi occupo dell’accompagnamento legale degli ospiti delle due strutture, dei percorsi presso il Centro Forme degli ospiti con più fragilità oltre alla cura di attività sul territorio finalizzate a integrare l’apporto educativo del progetto e a pratiche volte all’autonomia degli ospiti.
Se devo esprimere un mio parere sui punti di forza di questo lavoro, come ho scritto nella prefazione della mia ultima tesi di laurea, lavorare in Ruah mi permette di osservare e di entrare in relazione con il Mondo dal mio paese di origine. Vedere e mettere in discussione me stessa attraverso gli altri. Così facendo si respira umanità. Per quanto riguarda invece i punti di debolezza… direi lo stesso del punto di forza: la relazione, oltre a essere l’aspetto migliore e quello che rilascia più soddisfazioni, è anche quello più faticoso!