Cooperativa Impresa Sociale Ruah nasce nel 2009 dall’evoluzione dell’Associazione Comunità Immigrati Ruah, attiva nella Bergamasca dal 1991, con lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità verso la promozione umana e l’integrazione dei cittadini italiani e stranieri.

Le aree di intervento

Area Abitare

Area Abitare

L’AREA ABITARE fornisce accoglienza e accompagnamento a uomini, donne e minori con temporaneo bisogno abitativo presso Casa Amadei, Condominio Solidale Mater ed appartamenti per un’accoglienza di secondo livello. Organizza attività educative e di mediazione tra gli ospiti per facilitare l’integrazione sul territorio, attività di promozione sociale in rete con altre realtà territoriali per sviluppare coesione nei quartieri. Gestisce all’interno del Consorzio Solco Città Aperta, per conto di Enti locali della provincia di Bergamo, diversi progetti Sprar territoriali.
Area Economie di solidarietà

Area Economie di solidarietà

L’AREA ECONOMIE DI SOLIDARIETA’ è composta dal Laboratorio Triciclo Bergamo – recentemente rinnovato per migliorarne la fruibilità per i clienti –  e dal negozio Ri-Vestiti, due punti vendita con l’obiettivo di dare nuova vita all’usato di qualità, attraverso un attento processo di raccolta e selezione, permettendo anche l’occupazione di immigrati e italiani in difficoltà o stato di marginalità sociale.
Area Cultura

Area Cultura

L’AREA CULTURA, attraverso 16 scuole di italiano sul territorio, offre corsi di alfabetizzazione e insegnamento di italiano ai migranti in Bergamasca e una formazione didattica L2 per i docenti delle scuole pubbliche o private. Si occupa anche di mediazione linguistica e del Festival di cortometraggi “C’è un tempo per…l’integrazione”. Tra le pubblicazioni, il manuale di italiano L2 “Ataya”.
Area Richiedenti asilo e Rifugiati

Area Richiedenti asilo e Rifugiati

L’AREA RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI gestisce i Centri di Accoglienza Straordinaria e Appartamenti di accoglienza diffusa della Bergamasca su affidamento della Prefettura di Bergamo, in autonomia o su incarico di Caritas Diocesana Bergamasca. Fornisce agli ospiti strumenti di integrazione sul territorio.

#FACCE DA RUAH

La più grande ricchezza che Ruah possiede sono tutte le persone che ogni giorno prestano servizio nelle diverse aree. Cooperativa Ruah ha chiesto a dipendenti e volontari di metterci la faccia per presentare sé stessi e l’ambito in cui operano. Ecco cosa ne è uscito!

Il progetto AtayaApp della Scuola di italiano Ruah

“Ataya App”: la prima App italiana dedicata agli studenti stranieri con nulla o bassa scolarizzazione pregressa Il progetto è nato all’interno della Scuola di italiano della Cooperativa Ruah
“Vi è un differente approccio motivazionale all’apprendimento della lingua tra migrante economico e richiedente asilo – spiega Adriana Perna, responsabile della scuola e referente, insieme ad Elisabetta Aloisi, del progetto “Ataya App” - per quest’ultimo spesso l’Italia non è l’approdo definitivo. Per questo motivo l’apprendimento della lingua italiana non è sempre percepito come di primaria utilità”.

I richiedenti asilo ospitati da Ruah sono principalmente analfabeti totali o con una scarsa alfabetizzazione pregressa. Da quest’esperienza nel 2016 è nato “Ataya”, un manuale di lingua italiana multilivello edito da Sestante. “Ataya” - che significa cerimonia del tè in wolof, lingua senegalese - rappresenta per Ruah il tempo necessario che serve per conoscere imparare e trovare spazio nella formazione linguistica. “Il manuale “Ataya” - spiega Elisabetta Aloisi - è stato particolarmente studiato per gli studenti richiedenti asilo, puntando a dar loro una concretezza assoluta nell’apprendimento della lingua. Un italiano quindi concreto e spendibile partendo dalle richieste più semplici e quotidiane, come il recarsi in un negozio e domandare le migliori offerte telefoniche”.

Sulla scia del successo del manuale è stata ora predisposta una App dedicata a quegli studenti che hanno una bassa o nulla scolarizzazione pregressa. “Si rivolge a tutti i migranti – continua Adriana Perna -, con particolare attenzione ai richiedenti asilo e a tutti coloro che non hanno la possibilità di frequentare un corso di lingua italiana L2 (lingua seconda, ndr). Le motivazioni in questo caso possono essere le più disparate: psicologiche, organizzative o geografiche”.

Per gli insegnanti di italiano L2 la App è inoltre un’estensione del manuale “Ataya” e può essere usata come approfondimento in classe. La App, sfruttando la tecnologia touch, favorisce l’apprendimento in quanto strumento intuitivo e divertente se paragonato agli strumenti tradizionali di penna e quaderno. “Ataya App” segue le 10 unità del manuale Ataya: ogni unità ha come input un video che rimanda a scene di vita quotidiana. Lo studente ha cosi la possibilità di comprendere l’utilità della lingua riportata al concreto contesto che vive. La App, sviluppata in collaborazione con MindTek, sarà definitivamente pronta e operativa per il mese di Maggio 2018 e sarà scaricabile gratuitamente su dispositivi Android.

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Rassegna Stampa Ruah

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